La cucina Treviso appare ai nostri occhi come maturazione di un processo di stili che hanno ceduto alla tentazione dell’equilibrio ideale e che hanno saputo trasformare la percezione in design. Notevoli questi spostamenti di materia e forma di energia e di personalità, ora in un rovere laccato bianco luce ora in un legno multilaminare di teak o in rovere naturale e grafite. In questo arredamento con basi larghe a cestoni sono presenti due interpretazioni e si possono apprezzare le capacità di contenimento delle basi, semi aperte nella parte esterna della cucina, chiuse in quella interna.
ìEmerge l’importanza dell’illuminazione per un prosieguo sicuro nelle lavorazioni. Mensole e pensili ricevono la luce esterna, ma vengono ulteriormente illuminati dall’interno, permettendo una visione degli oggetti particolarmente efficace. Cucina e soggiorno vivono un equilibrio. In questa nuova ambientazione si traduce la parola cucina con la parola “living” e viceversa, vivendo la naturalezza della confluenza di una concezione d’arredamento nell’altra: un “terzo luogo” dove tutto è disposto a misura di relazione fra criteri di ergonomia e di relax.
La versione rovere grafite segue un’altra traccia:
l’accostamento del colore ad opacità chiaroscure e raffigurazioni non casuali e sottili distinzioni tra funzionalità e ambiente. Quale altro colore può proiettare simultaneamente l’attenzione al particolare, l’anta a telaio su tre lati, la maniglia ergonomica ricavata tra il pannello ed il telaio e il linguaggio dell’alternanza fra funzioni e porzioni?
Centrale nel progetto Treviso è la cappa.Un corpo sospeso in rovere e acciaio, che il design ha trasformanto in un supporto con mensole a parete proprio sopra l’area più professionale della cucina. Un accostamento fra materiali e funzioni che riassume con essenzialità gli elementi portanti di una cucina: cottura, aspirazione e lavaggio.Lo sguardo torna sulla bellezza del grafite. In questa nuova ambientazione, con sorpresa si coglie la diversità nella serie dei pensili in laccato bianco lucido, gradevolmente abbinati al rovere.
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Un concetto stilisticamente libero ispirato all’Optical Art anni 70, dove due colori-non colori illuminano la cucina. Le basi alte sono create apposta per avere maggiore contenimento, accostate al piano di lavoro con le basi standard. E’ la scelta di una diversa architettura della cucina in sintonia con un miglior uso delle aree a disposizione. E senza venir meno alla natura di una cucina progettata per introdurre novità nel living, Treviso centra ergonomicamente il lato tecnico della preparazione dei cibi, assorbendo e trasformando le aspettative.Soluzione dispensa a colonne, isola o basi con cestoni. Nella versione rovere naturale, non cambia la prospettiva di una cucina delicata, mediata per essere un interno ultra tecnologico e organizzato, nella casa di chi non vuol mancare al piacere del classico e quel delicato rapporto tra la luce e la sostanza.Emerge il concetto di spazio contenuto, tecnicamente attrezzato. I diversi riquadri lasciano apprezzare Treviso per quel design elegante e funzionale dove convivono, in armonia, teoria e pratica, rovere, alluminio e illumuninazione. Da notare l’abile progettualità espressa nella zona cottura, dove la cappa è simmetrica ad un sistema lineare di mensole.
Treviso Teak, sfrutta la similitudine con la dimensione cottage.
L’effetto teak pulito, essenziale, esempio di stile tutt’altro che freddo replica con espressione armonica ad un illustre minimalismo, col criterio del principio che la scelta di materiali e colori naturali viene prima. Prima di elementi di lavoro, come cottura e lavaggio, dotati infatti di copertura per fondersi e integrarsi in un classico-moderno.Treviso Teak, sfrutta la similitudine con la dimensione cottage.




























